Domanda di: Lisa Galli | Ultimo aggiornamento: 23 aprile 2026 Valutazione: 5/5
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Nel Medioevo, le tasse erano denominate principalmente gabelle (imposte indirette su merci e consumi), taglie (tributi signorili), e corvées (prestazioni di lavoro gratuito). Altri balzelli comuni includevano la decima (alla Chiesa), il focatico (sulla famiglia/abitazione) e vari pedaggi o dazi locali come il fodro.
Le gabelle venivano applicate generalmente ai beni di consumo, in particolar modo i generi alimentari. L'esempio più comune era la gabella sul sale istituita a partire dal XIV secolo, che colpiva duramente la popolazione dato che il sale serviva alla conservazione del cibo, rendendo quest'imposta aspramente detestata.
Era basato sul monometallismo argenteo, data l'estrema rarità dell'oro, con un'unica unità monetaria il denaro. La riforma monetaria imponeva che a chi avesse portato una libbra d'argento presso una zecca, venissero consegnati 240 denari.
Durante il Medioevo e l'epoca moderna non esistevano imposte sul reddito nel senso attuale. Legate a uno scopo particolare e riscosse per un periodo limitato, le imposte dirette generalmente colpivano il patrimonio dei cittadini e dei sudditi.
Nel Medioevo, censo in denaro o in natura, imposto ai servi della gleba al raggiungimento di una certa età e pagabile ordinariamente in un dato giorno dell'anno e straordinariamente in occasione di avvenimenti della famiglia del signore.