Come si conservava il cibo nella preistoria?

Domanda di: Arcibaldo Donati  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2026
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Nella preistoria, la conservazione del cibo si basava su metodi naturali per prevenire la decomposizione, essenziali per la sopravvivenza durante l'inverno o i periodi di scarsità. Le tecniche principali includevano l'essiccazione al sole o al vento, l'affumicatura con il fumo dei fuochi, la salatura e il congelamento naturale. Venivano usate anche buche nel terreno, pelli di animali e, più tardi, contenitori in ceramica.

Come conservavano il cibo nella preistoria?

E, in assenza di frigoriferi, si servivano di una tecnica che, ora si può dire, è antichissima: la salatura. In altre parole, si erano accorti che il sale agiva sui cibi disidratando l'alimento e impedendo ai microrganismi di utilizzare l'acqua di cui avevano bisogno per vivere. Evitavano dunque che il cibo marcisse.

Come conservavano la carne gli antichi?

La carne veniva quindi conservata al buio in una dispensa ben aerata e appositamente destinata allo scopo, il carnarium, dove i pezzi essiccati e affumicati venivano semplicemente appesi, mentre quelli salati venivano sistemati entro giare di terracotta.

Come conservavano il cibo prima del frigorifero?

Conservazione degli alimenti prima del frigorifero

Non bisogna dimenticare poi che molti prodotti venivano messi sott'olio, sott'aceto o sotto sale. Altre metodologie di conservazione del cibo largamente utilizzate erano l'essicazione, l'affumicatura e la salamoia.

Come si procurava il cibo il Paleolitico?

Per un lunghissimo lasso di tempo che abbraccia tutti i periodi paleolitici, l'umanità ebbe una nutrizione basata esclusivamente sulla caccia, sulla pesca e sulla raccolta dei prodotti spontanei del mondo vegetale.

A tavola nella preistoria