Come si dice aprire al passato remoto?

Domanda di: Morgana Bruno  |  Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2026
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Il passato remoto del verbo aprire presenta due forme, di cui la prima è più comune: io aprii (o apersi), tu apristi, egli aprì (o aperse), noi aprimmo, voi apriste, essi aprirono (o apersero). Entrambe le forme (in -ii o -ersi) sono corrette, sebbene quelle in -ii siano oggi più frequenti.

Qual è il passato remoto?

Il passato remoto è un tempo verbale dell'indicativo italiano usato per descrivere azioni o eventi lontani nel tempo, conclusi e senza legami evidenti con il presente, tipico soprattutto della narrazione storica e letteraria (es. "Cavour nacque a Torino"). Si distingue dal passato prossimo per questo senso di distacco temporale e psicologico, presentando l'azione come un punto unico e compiuto (aspetto perfettivo).
 

Aprire è un verbo irregolare?

Categoria: Terza Coniugazione

Aprire è un verbo irregolare, transitivo.

Quali sono alcuni verbi difficilissimi da coniugare in italiano?

Alcuni dei verbi che presentano irregolarità nella formazione di tempi diversi dal participio passato e dal passato remoto sono: bere, cogliere, condurre, cuocere, dolere, dovere, giacere, godere, nuocere, piacere, porre, potere, rimanere, sapere, scegliere, sedere, tacere, tenere, togliere, trarre, valere, volere.

Qual è il passato remoto del modo indicativo?

Il passato remoto indicativo si usa per indicare un fatto avvenuto e concluso nel passato, senza conseguenze o effetti sul presente. Ad esempio: Lo zio Massimo visse a Napoli prima di trasferirsi definitivamente all'estero; Maria si svegliò presto perché doveva andare in gita.

Il PASSATO REMOTO Italiano: Come si Forma? Tutte le Irregolarità, Coniugazioni e Desinenze! 😱😰😨🤯