Si scrive cielo (con la "i") e si pronuncia con la "e" aperta (/ˈtʃɛlo/). La forma senza la "i" ("celo") è considerata errata nell'italiano standard. La "i" è necessaria per distinguere il sostantivo dal verbo "celare" (io celo, cioè io nascondo). Il plurale è cieli.
CURIOSITÀ LINGUISTICA: la parola “cielo” si scrive con la i per distinguere questo sostantivo dalla prima persona al presente indicativo del verbo celare “io celo”, che significa “io nascondo”.
Se ci si riferisce all'atmosfera che avvolge la Terra la grafia corretta è questa. La vocale è rimasta a causa della trasformazione di una pronuncia tarda, che ha visto il latino classico caelum diventare nel periodo tardo coelum fino ad arrivare al nostro cielo.
È un riferimento a una poesia di Frida Kahlo, pittrice messicana, significa amare in modo molto profondo (anche se, come hanno detto altri, non ha senso senza contesto).