Come si dice non sono potuto o non ho potuto?

Domanda di: Luna Ferrara  |  Ultimo aggiornamento: 2 maggio 2026
Valutazione: 4.2/5 (72 voti)

Entrambe le forme sono accettabili, ma la scelta dipende dalla regola che si vuole seguire, con "non sono potuto/a" che segue la norma tradizionale (ausiliare del verbo all'infinito) e "non ho potuto" che riflette una tendenza più moderna e semplificata, soprattutto quando l'infinito è seguito da un pronome (es. "non ho potuto andarci").

Come si dice "ho potuto o sono potuto"?

l'ausiliare avere è già obbligatorio nel caso in cui con l'infinito si combini un pronome atono: «non ho potuto venirci»; se invece il pronome atono viene prima delle forme verbali, si ricade nella regola generale che impone essere: «non ci sono potuto venire».

Come si dice non ho potuto andare o non sono potuta andare?

La norma grammaticale sostiene che l'ausiliare da usare sarà quello proprio del verbo all'infinito a cui i servili sono uniti. Dunque: "Non sono potuto andare", "Non sono potuto venire", perché l'ausiliare di "andare" e "venire" è "essere".

È potuto essere o ha potuto essere?

2) Se il verbo che segue il servile è intransitivo, si può usare sia "essere" che "avere": es. "è dovuto uscire" o "ha dovuto uscire". 3) Se l'infinito ha con sé un pronome atono (mi, si, ti, ci, vi) bisogna usare "essere" se il pronome è prima dell'infinito (es.

Come si dice "ho salito o sono salito"?

Questi due ultimi verbi ammettono anche in lingua la possibilità di un uso transitivo e quindi, mentre uscire ed entrare prevedono tassativamente l'ausiliare essere, richiedono l'ausiliare avere: sono salito da te e sono sceso all'alba, ma anche ho salito la gradinata e ho sceso le scale.

SONO POTUTO O HO POTUTO? Quale ausiliare usare con i verbi modali seguiti da un infinito.