Domanda di: Sig. Danthon Rizzo | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
(64 voti)
Un modo per valutare l'ossiuriasi è quella di osservare la regione anale del bambino, aprendo delicatamente l'orifizio con due dita, oppure esaminare le feci, preferibilmente al mattino: se si è “fortunati” può capitare di vedere a occhio nudo i vermi, che appaiono come dei filamenti biancastri piccoli e mobili.
Di solito, avviene per mezzo delle mani che hanno toccato, in precedenza, oggetti contaminati. Se la persona infetta tocca con le mani sporche lenzuola, biancheria intima, asciugamani, sedili per WC, giocattoli o altri oggetti, trasferisce sopra di essi le uova che possono, quindi, infettare un'altra persona.
La cura contro gli ossiuri "consiste nella somministrazione di un farmaco, prescritto dal pediatra, in dose unica (o in alcuni casi per tre giorni consecutivi), da ripetere dopo 15 giorni per uccidere anche le larve che nel frattempo si fossero sviluppate", precisa la guida.
Il sintomo più evidente è il prurito, per cui il bambino si gratta spesso il sedere o, se è una bambina, anche la zona vulvare. Se questo prurito dura più di due giorni consecutivi è probabile che il bambino abbia i vermi.
In questa infestazione, i vermi nelle feci appaiono come piccolissime striscioline filiformi, bianche e mobili. Le femmine, infatti misurano mediamente dagli otto ai tredici millimetri (0.8 - 1.3 cm), mentre i maschi - più piccoli - non superano i 5 mm.