Domanda di: Ing. Rudy Messina | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.7/5
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La vitiligine si diagnostica in sede di visita dermatologica tramite esame obiettivo. Abitualmente lo specialista dermatologo illumina con un'apposita luce blu (lampada di Wood) le zone interessate, al fine di rilevare con maggior precisione la presenza della patologia.
Di solito, lo scolorimento si manifesta dapprima nelle aree esposte al sole, come mani, piedi, braccia, viso e labbra. I segni della malattia includono: Perdita irregolare di colore della pelle. Sbiancamento precoce o ingrigimento dei capelli su cuoio capelluto, ciglia, sopracciglia o barba.
Come si fa a capire la differenza tra vitiligine e fungo della pelle?
L'occhio di un professionista saprà distinguere pitiriasi e vitiligine soprattutto dall'aspetto delle chiazze. Le macchie della vitiligine, infatti, sono ampie, color bianco latte e si localizzano anche a mani e piedi, mentre quelle della pitiriasi sono tonde e più sfumate.
Nel 50% dei casi circa la vitiligine si sviluppa prima dei 20 anni d'età, però, nei giovani che ne soffrono sin dall'infanzia, la superficie corporea colpita da questa malattia è meno del 10%.
La vitiligine non si può eliminare; si può tuttavia intervenire sulle zone della pelle già colpite. Chi ha una forma di vitiligine lieve può utilizzare dei farmaci corticosteroidi topici, con inibitori topici della calcineurina (quali tacrolimus e pimecrolimus), oppure con analoghi della vitamina D (calcipotriolo).