Domanda di: Ing. Furio Ruggiero | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5
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La legge impone, in specifici casi, l'invio di apposita comunicazione al Comune in modo da notificare l'inizio dei lavori edili. In altri casi la semplice notifica non è sufficiente: occorre chiedere espressa autorizzazione, meglio conosciuta come permesso a costruire.
Ciò avviene tramite una semplice lettera da consegnare in comune, completa della descrizione dei lavori in questione e della data del loro inizio. Si tratta ovviamente di una precauzione in più che non è assolutamente obbligatorio prendere, ma serve solo se si vuole dimostrare di essere dei cittadini modello.
La comunicazione di inizio lavori asseverata si presenta – per via telematica – presso l'ufficio tecnico del Comune dove si trova l'immobile, in particolare allo Sportello Unico per l'edilizia. L'alternativa è l'invio tramite posta elettronica certificata (PEC).
L'inizio lavori è quando davvero iniziano concretamente i lavori edilizi, in base agli indizi rilevati sul posto. Lo ricorda la sentenza 467/2018 del 24 gennaio del Consiglio di Stato, facendo riferimento all'art. 15, comma 2, D.P.R. n.
A differenza del passato in cui, per la ristrutturazione di un appartamento bisognava presentare la DIA (Denuncia Inizio Attività) ed attendere i 30 giorni del "silenzio-assenso" prima di iniziare i lavori, la CILA permette di avviare i lavori immediatamente, nello stesso giorno in cui viene presentata al Comune.