Domanda di: Marco Lombardi | Ultimo aggiornamento: 22 aprile 2026 Valutazione: 4.7/5
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Il limite si calcola per studiare il comportamento di una funzione nell'intorno di un punto, specialmente dove non è definita o è discontinua, o per analizzarne l'andamento all'infinito. È fondamentale per definire derivate, integrali e trovare asintoti, permettendo di comprendere la tendenza di un valore.
L'uso più importante dei limiti è per definire derivate e integrali. E ci sono molti, molti usi di questi "in pratica" sia nel mondo reale che in matematica.
Il limite è un concetto che descrive il comportamento di una funzione o di una successione in prossimità di un punto o all'infinito. Studiare i limiti permette di comprenderne l'andamento in queste condizioni, fornendo un'analisi più precisa.
La prima definizione abbastanza rigorosa di limite risale al XIX secolo con Cauchy, seguita da una miglior formalizzazione di Weierstrass. Una completa teoria del limite si ha con Heine, che nel 1872 pubblicò un lavoro che creò molto interesse all'epoca e nel quale stilò regole e proprietà del limite.
Einstein vedeva la matematica come uno strumento essenziale ma, allo stesso tempo, un mistero affascinante, sottolineando che pur essendo un prodotto del pensiero umano, descrive meravigliosamente la realtà fisica, e che non tutto ciò che conta può essere contato, né tutto ciò che si conta conta davvero, evidenziando il ruolo dei concetti e dell'esperienza nel processo conoscitivo.