la rima incrociata, dove, nei quattro versi di una quartina, i due “esterni” e i due “interni” rimano tra loro, secondo lo schema ABBA CDDC. È noto che anche questo schema è assai diffuso nelle quartine del sonetto.
Rima incrociata o chiusa: unisce il primo verso al quarto, il secondo al terzo. Rima incatenata o terza rima: lega terzine in catena: il primo verso con il terzo, il secondo con il primo e il terzo della terzina successiva...
Le rime perfette sono costituite dalla perfetta eguaglianza della parte finale, a partire dall'accento tonico, di due parole: ad esempio mare-navigare; fiore-stupore. Quando non c'è l'eguaglianza perfetta si dice rima imperfetta: ad esempio riso-destino oppure vedo-cado.
In auge praticamente solo nel XIII secolo; è un sonetto alla cui fine si aggiunge o un endecasillabo in rima con l'ultimo verso (detto ritornello) o una coppia di versi endecasillabi a rima baciata che non riprendono le rime del sonetto (ritornello doppio). Esempio di uno schema: ABBA ABBA CDE DCE FF.
Rima alternata: il cui scherma è ABABCDCD, cioè quando il primo verso rima col terzo, il secondo col quarto ect.. Rima incrociata: il cui schema è ABBACDDC, cioè quando il primo verso rima col quarto e il secondo col terzo. Se il numero di versi coinvolti è dispari allora abbiamo: Rima ripetuta: il cui schema è ABCABC.