L'analisi logica dei verbi riflessivi si effettua identificando il soggetto che compie e subisce l'azione, il predicato verbale (verbo + particella mi, ti, si, ci, vi) e riconoscendo la particella come complemento oggetto (o di termine) che coincide con il soggetto stesso. Richiedono sempre l'ausiliare essere. YouTube +3
Come si analizza un verbo riflessivo in analisi logica?
Nella forma riflessiva il soggetto esercita su sé stesso l'azione espressa dal verbo. La forma riflessiva è caratterizzata dalla presenza delle particelle pronominali mi, ti, ci, vi, sì, che hanno funzione di complemento oggetto: poste davanti al verbo se questo è coniugato nei modi finiti: lo mi pettino.
La forma riflessiva si può riconoscere facilmente perché prima del verbo si trovano sempre le particelle pronominali mi, ti, ci, vi, si che indicano appunto il riflettersi dell'azione sul soggetto della frase. Per esempio: Come sei vanitosa: ti guardi sempre allo specchio.
Se il predicato è un verbo si chiama predicato verbale. Se è attivo indica l'azione compiuta dal soggetto, se è passivo l'azione subita dal soggetto. I gruppi verbali formati con verbi servili o fraseologici costituiscono un unico predicato verbale.
I verbi riflessivi esprimono spesso azioni riflesse, cioè il soggetto compie l'azione su sé stesso. Se il soggetto compie l'azione su qualcun altro, il verbo non è riflessivo. Ad esempio, confrontate la differenza di significato tra i due usi del verbo “svegliare” nelle seguenti frasi: Di solito mi sveglio alle 8.30.