Domanda di: Loredana Longo | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.9/5
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Rima alternata: il cui scherma è ABABCDCD, cioè quando il primo verso rima col terzo, il secondo col quarto ect.. Rima incrociata: il cui schema è ABBACDDC, cioè quando il primo verso rima col quarto e il secondo col terzo. Se il numero di versi coinvolti è dispari allora abbiamo: Rima ripetuta: il cui schema è ABCABC.
Inizia contando le sillabe di cui è composto il verso, generalmente una poesia presenta lo stesso tipo di verso, puoi trovare quaternari, quinari, senari, settenari, ottonari, novenari, decasillabi ed endecasillabi, quest'ultimi costituiti da ben 11 sillabe.
Due parole rimano fra di loro quando le ultime lettere dell'una e dell'altra sono tutte uguali a partire dalla vocale tonica, cioè quella su cui cade l'accento.
In auge praticamente solo nel XIII secolo; è un sonetto alla cui fine si aggiunge o un endecasillabo in rima con l'ultimo verso (detto ritornello) o una coppia di versi endecasillabi a rima baciata che non riprendono le rime del sonetto (ritornello doppio). Esempio di uno schema: ABBA ABBA CDE DCE FF.
Il primo verso rima con il terzo della prima terzina, il secondo con il primo della seconda terzina, il secondo di questa rima con il primo della terza terzina, e così via. Il più alto esito di tale schema di rime è la Divina Commedia, interamente strutturata in questo modo.