Come si ferma il cuore durante un intervento chirurgico?
Domanda di: Fernando Rizzi | Ultimo aggiornamento: 2 maggio 2026 Valutazione: 4.6/5
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Il cuore viene fermato durante interventi a cuore aperto (es. bypass) tramite una procedura chiamata cardioplegia, che prevede l'iniezione di una soluzione fredda ricca di potassio direttamente nelle coronarie per indurre un arresto cardiaco controllato e proteggere il muscolo cardiaco. Contemporaneamente, una macchina cuore-polmone (circolazione extracorporea) sostituisce le funzioni cardiache e respiratorie, mantenendo la circolazione sanguigna nel corpo.
Quindi l'aorta viene clampata e il cuore viene fermato mediante iniezione di una soluzione cardioplegica (cristalloide o più comunemente a base di sangue) che contiene anche sostanze che aiutano le cellule miocardiche a tollerare l'ischemia e la riperfusione.
Se riterrà opportuno, consulti uno specialista. Potrà ritornare a condurre qualsiasi veicolo (due e quattro ruote) dopo sei otto settimane. Ci vogliono infatti 6-8 settimane affinché lo sterno si saldi completamente.
La circolazione extracorporea consente di ossigenare e pompare il sangue in circolo durante la fase centrale di un intervento cardiochirurgico (eseguiti a cuore fermo), quando il cuore viene fermato per poter, per esempio, riparare o sostituire una valvola o l'aorta ascendente o eseguire i bypass.