Dite loro di prendere fiato e di chiudere ben strette le labbra. Mettete un dito sulla loro bocca, come per dire di stare in silenzio, e verificate che non soffino con la bocca. Con l'altra mano tenete a pochi centimetri dal loro naso un fazzoletto di carta. Se riescono a spostarlo soffiando col naso, hanno vinto.
In realtà, la congestione nasale è causata dal gonfiore del rivestimento della mucosa nasale. Virus e batteri, ma anche allergeni come polvere e polline, possono infiammare le vie nasali e renderle gonfie; il flusso dell'aria che passa dalle narici viene così ridotto o – nei casi peggiori – bloccato.
Bisogna fare attenzione a non soffiare il naso con troppa forza, preferibilmente una narice alla volta. Questo perché soffiare energicamente crea molta più pressione nel naso rispetto a quando si starnutisce o si tossisce. Ciò può peggiorare l'infiammazione nei seni paranasali.
Moltissimi bambini sono refrattari a soffiarsi il naso; uno dei motivi è che spesso è il genitore che tiene il fazzoletto e quindi il bambino non può gestire in autonomia il fastidio che questo atto procura, quindi suggerisco di rendere autonomo il bambino il prima possibile.
Mettere dei coriandoli o pezzetti di carta o polistirolo in un bicchiere, far prendere aria dalla bocca e poi far appoggiare il bordo del bicchiere tra le narici e il labbro superiore. Se il bambino espira dalla bocca i pezzetti rimangono fermi, se espira dal naso si muovono e volano in modo divertente.