Come si lavorava la pietra nel Neolitico?

Domanda di: Felicia Bianchi  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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La lavorazione comporta una prima sagomatura del supporto di partenza tramite una sommaria scheggiatura, poi da una picchiettatura o bocciardatura, a cui segue la rifinitura finale per mezzo della levigatura, operata attraverso un lungo e paziente sfregamento del pezzo sbozzato su un piano di arenaria costantemente ...

Come veniva lavorata la pietra?

Si usarono selci a forma di mandorla (dette amigdale) per costruire strumenti bifacciali, come punte per asce; successivamente dal nucleo della pietra si ricavarono piccole schegge (microliti) per fabbricare raschiatoi con cui staccare la carne dalla pelle e dalle ossa.

Come si lavora la pietra nel Paleolitico?

Nel periodo iniziale del Paleolitico (noto come Paleolitico inferiore) la pietra veniva semplicemente scheggiata, fino a rendere tagliente uno dei margini del ciottolo. Questo “attrezzo” si otteneva colpendo fra di loro due pietre, fino a far partire una scheggia.

Come lavorava la pietra l'uomo sapiens?

L'Homo sapiens lavorava sempre la pietra per ottenere soprattutto lame ed inoltre utilizzava materiali come ossa, corna di animali (avorio) per creare raffinati manufatti.

Come si Levigava la pietra nel Neolitico?

In questo periodo l'uomo perfezionò la tecnica della lavorazione della pietra infatti, dopo aver scheggiato i ciottoli, li levigava con pazienza rendendo la loro superficie ben liscia e più tagliente. Con la pietra levigata riuscì a fabbricare armi e utensili più leggeri ed efficienti.

Artigiani del neolitico. Gesti e strumenti dell’epoca antica. La pietra levigata