Domanda di: Marcella Costa | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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Il gusano, utilizzato già in epoca preispanica, oltre ad essere messo nel Mezcal può essere mangiato come antipasto o stuzzichino (viene tostato sul comal da solo o con chile).
Il verme affogato nell'alcol, è un bruco chiamato gusano che vive nella pianta d'agave e si nutre di essa. In Messico rappresenta un enorme onore poter bere l'ultimo bicchiere durante la masticazione della larva, poiché pare che questa ritualità converga con un rinvigorimento sessuale.
Mai bere il mezcal con sale o limone o con acqua tonica in stile bum bum, ma bevetelo liscio, fresco a 8-10 gradi. Non è un distillato da buttare giù così come se non ci fosse un domani, ma da centellinare.
Pungente, spigoloso, aggressivo: questo è il sapore inconfondibile del Mezcal. Un prodotto antico, ma perfetto per il moderno mercato dei distillati. Quando si pensa al Messico, la prima cosa che viene in mente è la Tequila, il distillato che più di ogni altro evoca piramidi nella giungla e spiagge da sogno.
La storia del mezcal si intreccia con quella della tequila, altro distillato a base di agave, di cui condivide la storia. Il nome deriva, secondo la versione più accreditata, dall'unione di due antichi vocaboli in lingua Nahuati, di origine azteca: metl, che significa agave, ed ixcalli, forno.