L'imposta si paga con modello F24, se in fase di dichiarazione dei redditi abbiamo utilizzato il modello Unico. Se invece abbiamo presentato il modello 730, la cedolare secca si paga con trattenute direttamente sulla busta paga a cura del sostituto d'imposta (datore di lavoro o INPS per i pensionati).
Facendo un esempio pratico: nel caso di un affitto con canone annuo pari a 6.000 euro (500 euro al mese), con la cedolare secca al 10% si è tenuti a pagare 600 euro; nel caso di affitto con canone libero, verrà applicata l'aliquota al 21% e di conseguenza l'importo da pagare sarà di 1.260 euro.
il versamento va effettuato in un'unica soluzione, entro il 30 novembre, se l'importo è inferiore a 257,52 euro; in due rate, se l'importo è superiore a 257,52 euro: la prima, pari al 40 per cento dell'acconto complessivamente dovuto, entro il 30 giugno; la seconda, pari al restante 60 per cento, entro il 30 novembre.
Il contribuente dovrà compilare il rigo E71 o E72 della “SEZIONE V - Detrazione per gli inquilini con contratto di locazione”, utilizzando il codice relativo alla propria fattispecie. Le detrazioni non sono cumulabili, ma il contribuente ha la facoltà di scegliere quella a lui più favorevole.
Il rimborso copre il 19% del canone annuo, fino a un massimo di 2.633 euro di affitto: la cifra del rimborso sarà quindi dipendente esclusivamente dall'importo del canone annuo di locazione. Il rimborso massimo che può essere ottenuto da uno studente universitario fuori sede coincide dunque con 500,17 euro.