Domanda di: Marcella De luca | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.9/5
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continua. Nei primi secoli del medioevo la lingua della cultura era il latino, lingua usata dagli intellettuali, il resto della popolazione la ignorava usando idiomi volgari.
Si intendono per volgari medievali d'Italia le varietà linguistiche diverse dal latino scritte in Italia nel medioevo e nel primo Rinascimento prima dell'imporsi del fiorentino, chiamato ben presto toscano e da un certo punto in poi, come facciamo noi oggi, italiano.
Il volgare, nato alla fine dell'Impero come lingua del popolo, intorno all'anno mille diventa la lingua del commercio e della propaganda religiosa, ma solo a partire dal XIII secolo si impone come lingua letteraria (e quindi scritta).
Ancora nel 1600, nelle università di tutta Europa, si parla in latino. I primi documenti scritti in volgare, cioè la lingua parlata del popolo in una certa regione e che ora chiamiamo dialetto, sono i “placiti” (cioè sentenze) di Cassino (Frosinone) del 960 d.c..
Volgare latino chiamano Catenaccio Catenacci l'anagnino, fra Duecento e Trecento; l'Anonimo Genovese la sua lingua, prima del 1311; Boccaccio il fiorentino, intorno al 1340 (cfr. TLIO, ad voces volgare e italiano).