Come si parla in corsivo? Parlare in corsivo significa trascinare le parole, in particolare le vocali, creando una sorta di cantilena. Si tende ad aprire le vocali e ad allungare l'ultima sillaba della parola pronunciata, quasi come se ci si stesse lamentando.
Cosa vuol dire parlare in corsivo? Parlare in corsivo, anzi cörsivœ, vuol dire semplicemente utilizzare le vocali chiuse e allungare la pronuncia della parola, soprattutto nella sua parte finale. Così facendo cambiano anche le tonalità delle sillabe, e la voce finisce con l'avere un tono più acuto del normale.
Il segreto del “corsivo parlato” è quello di esagerare i tratti tipici della cadenza milanese allungando le sillabe finali, chiudendo le “o” e assumendo un ritmo cantilenato. La parola più gettonata è il diminutivo di amore, “amo” che in corsivo diventa "amïo".
È stata l'ideatrice Elisa Esposito a portare alla ribalta il curioso metodo di pronuncia delle parole. I finali delle frasi si allungano e i toni delle sillabe cambiano radicalmente per ottenere un tono di voce acuto e insolito: questo è il cörsivœ.
Parlare in corsivo è un modo goliardico di comunicare. Consiste nell'allungare le vocali e pronunciare le parole un po' come 'una cantilena', come spiega su TikTok la 'prof' Elisa Esposito. Si utilizza sui social, ma anche per scherzare tra amici.