Se un documento viene disconosciuto in modo formale, la parte che si vuole valere della scrittura privata ha l'onere di chiedere la verificazione della stessa, attraverso la presentazione di un'istanza apposita, che dovrà seguire le forme e i modi che prevede l'articolo 216 del codice di procedura civile.
Se si vuole disconoscere la scrittura privata lo si può fare sostenendo che la sottoscrizione non è propria. Non bisogna fornire prove: basta solo la semplice dichiarazione di disconoscimento. Né ci sono formule particolari. Basta dire «Questa firma non è mia e la disconosco» che la scrittura privata perde valore.
Onere della parte contro la quale viene prodotta in giudizio una scrittura privata: per disconoscerla, deve «negare formalmente la propria scrittura o la propria sottoscrizione» (art. 214 c.p.c.). Con la dichiarazione di disconoscimento, la parte vuole evitare che la scrittura privata acquisti efficacia probatoria.
Anche il difensore costituito può legittimamente disconoscere la scrittura privata. Se la persona contro cui è prodotto il documento è una persona giuridica, il disconoscimento va effettuato dal legale rappresentante.
La scrittura privata, in quanto tale, vincola solo il soggetto che l'ha firmata, ma se questo non riconoscesse come propria la firma apposta sull'atto, allora potrebbe contestarla. In questo caso il documento perde ogni valore.