In caso di emergenza, il cuore in arresto o con ritmo alterato si "ferma" (resetta) e si fa ripartire principalmente tramite la defibrillazione, che utilizza uno shock elettrico controllato per ripristinare il ritmo sinusale. In assenza di defibrillatore, si esegue la rianimazione cardiopolmonare (RCP) con compressioni toraciche (massaggio cardiaco) per mantenere la circolazione.
Le extrasistoli sono battiti cardiaci prematuri che si verificano all'interno del ciclo normale del battito. In pratica, il cuore produce un battito supplementare che non segue il ritmo abituale. Questi battiti possono avere origine sia negli atri (extrasistoli atriali) sia nei ventricoli (extrasistoli ventricolari).
Come si chiama quando ti fermano il cuore e te lo fanno ripartire?
La cardioversione, sia di tipo elettrico che farmacologico, è un intervento utile per il trattamento dei pazienti affetti da aritmie cardiache: nello specifico, essa si può effettuare in tutti i casi in cui il ritmo cardiaco risulta accelerato o irregolare.
Una causa comune, specie negli adulti, è rappresentata da un'alterazione del ritmo cardiaco (aritmia). Un'altra possibile causa è l'interruzione della respirazione (arresto respiratorio), per esempio in caso di annegamento oppure grave infezione polmonare (polmonite) oppure grave attacco d'asma.
Il cuore può stare fermo per pochi minuti prima che si verifino danni cerebrali irreversibili e morte; la sopravvivenza è drasticamente ridotta dopo 4-6 minuti senza soccorsi, e le possibilità di recupero diminuiscono drasticamente con ogni minuto che passa, rendendo cruciale un intervento immediato con Rianimazione Cardiopolmonare (RCP) e defibrillazione.