La residenza temporanea (o iscrizione nello schedario della popolazione temporanea) dura al massimo 12 mesi (un anno). Essa è prevista per chi dimora in un comune diverso dalla propria residenza abituale per motivi di studio, lavoro, famiglia o salute per un periodo non inferiore a 4 mesi e non superiore all'anno.
Quante volte si può rinnovare la residenza temporanea?
La risposta è negativa, in quanto la dimora temporanea è valida per 12 mesi e non è rinnovabile. Il cittadino che supera i 12 mesi di permanenza presso un Comune non è considerato più temporaneo.
La dimora temporanea è infatti la permanenza in un luogo, solo per un certo periodo di tempo, per motivi di studio, lavoro, salute o famiglia. Questo tipo di domanda serve per evitare che il Comune di effettiva residenza cancelli l'interessato dalla propria anagrafe durante il periodo di assenza.
L'iscrizione nello Schedario della popolazione temporanea viene comunicato al Comune di effettiva residenza del richiedente affinchè quest'ultimo non venga cancellato dalla propria anagrafe durante il periodo di assenza. L'iscrizione vale per un anno.
In generale, non ci sono limiti temporali al domicilio temporaneo, che si può autocertificare senza bisogno di registrazioni specifiche all'Anagrafe. Diverso è il caso della residenza temporanea, che invece dura un anno, perché con questa periodicità i Comuni rivedono lo schedario della popolazione temporanea.