Figura retorica per la quale si riconosce in una scrittura un senso riposto diverso da quello letterale. Aristotele la definì come una 'metafora continuata'. Secondo la tradizione greca, risalente a Omero, i poeti sarebbero ispirati dal dio e quindi nelle loro parole si doveva ricercare una sapienza nascosta.
Basta leggere, immaginando tutta la scena e tutte le situazioni che spiega lo scrittore. Dunque, se la nostra mente, sarà in grado di elaborare una scena vera e propria, allora in quel caso sarà sicuramente un'allegoria quella che leggiamo.
– 1. Figura retorica, per la quale si affida a una scrittura (o in genere a un contesto, anche orale) un senso riposto e allusivo, diverso da quello che è il contenuto logico delle parole: l'a. dell'«Amorosa visione» del Boccaccio; le a. della «Divina Commedia».
L'allegoria è una figura retorica di pensiero. Letteralmente il termine allegoria (dal greco allon "altro" e agoreuo "dico") significa "dire diversamente". Questa figura retorica viene utilizzata per trasmettere concetti astratti e significati morali attraverso immagini concrete ed allusive.
L'allegoria è una figura retorica mediante la quale si attribuisce a un discorso un significato simbolico e quindi diverso da quello letterale; infatti il termine deriva dal greco állei altrimenti e agorèuo parlo; quindi, letteralmente, equivale a “dire altro da ciò che si vuol significare”.