Domanda di: Dr. Kayla D'amico | Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2026 Valutazione: 4.1/5
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Le pigne si riproducono attraverso un processo sessuato che coinvolge coni maschili e femminili sulla stessa pianta (monoiche). Il polline, prodotto dai coni maschili, viene trasportato dal vento fino ai coni femminili (le pigne propriamente dette), dove feconda gli ovuli all'interno delle squame. Dopo la fecondazione, che può richiedere oltre un anno, i coni lignificano, le squame si aprono e liberano i semi (spesso alati) per la dispersione anemofila. Atlante di Botanica +3
Quale parte della pianta serve per la riproduzione?
Per fare questo, il tratto riproduttivo maschile della pianta, chiamato “stame”, produce il polline che è attrezzato per raggiungere il tratto riproduttivo femminile di una pianta (un'altra o se stessa), cioè “il pistillo”.
Avviene la fecondazione, si forma lo zigote che dà origine all'embrione, che nelle conifere possiede numerosi cotiledoni (o foglie embrionali); l'endosperma funziona come tessuto nutritivo, il tegumento diventa duro e si trasforma nel rivestimento del seme.
Il cono femminile dopo i processi della fecondazione degli ovuli che si trasformano in semi, dà origine alla struttura lignificata, nota come pigna (Thuja, libocedro). Con questo termine si intende anche la porzione terminale degli abbozzi caulinari delle gemme.
Per farlo basta inserire le talee negli spazi della pigna, immergere la pigna in un vasetto con l'acqua e vedrete che la pigna idratandosi piano piano si richiuderà chiudendo a sé anche le talee. In poche settimane le talee radicheranno all'interno della pigna e potrete lasciarle così nei vasetti.