La modalità corretta dell'esecuzione del saluto consiste nel portare la mano destra (tenuta "a penna", ovvero palmo aperto, dita dritte e pollice "nascosto") alla visiera, tenendo il braccio in asse con il torace ed in modo tale da formare con il fianco un angolo retto.
Così, i centri di comando decisero che per salutarsi sarebbe stato sufficiente un gesto simbolico, ossia quello di portare la mano al cappello. Gesto che si usa ancora oggi. Ancora a proposito di militari: c'è un altra tradizione millenaria che li riguarda ed è il famoso grido di giubilo hip hip hurrà.
Il militare si presenta al superiore con il saluto, indicando il grado e il cognome. Nel riferirsi e nel rivolgersi ad altro militare deve usare l'indicazione del grado o della carica, seguita o meno dal cognome.
– Comando impartito al militare (e analogam., spec. nel passato, a ginnasti, ad alunni e sim.) per fargli assumere la posizione eretta del corpo, con te-sta alta, braccia distese lungo la cucitura dei pantaloni, talloni uniti e punte divaricate (posizione di attenti), e fargli conservare l'immobi-lità e il silenzio.
Durante il saluto, la mano sinistra, tenuta anch'essa "a penna", va posta, con il braccio rigido lungo il fianco, appoggiata alla gamba. Camminando, si assume la posizione di saluto alla distanza di 2-3 metri dalla persona da salutare; si abbassa il braccio dalla posizione di saluto non appena la persona ha risposto.