Anche il saluto etrusco, come si può leggere nelle tombe di Tarquinia, era a braccio alzato. I Romani
Romani
La civiltà romana è la civiltà fondata nell'antichità dai Romani, una popolazione indoeuropea di ceppo italico, ed appartenente nello specifico al gruppo dei popoli latino-falisci stanziatisi in epoca protostorica nell'attuale Lazio, la quale riuscì, a partire dal V secolo a.C., ad estendere il proprio predominio sull' ...
salutavano a braccio teso nelle cerimonie ma il gesto era appena accennato nella vita quotidiana, cioè un braccio alzato con la palma in avanti e il braccio un po' piegato, se non altro per non intruppare gli altri.
Antichità classica. - I Greci si salutavano scambiandosi una parola di buon augurio (χαῖρε "sii lieto", o un'espressione simile; nelle lettere spesso ἔρρωσο "sta' sano") e consideravano uso contrario a un popolo libero l'inchinarsi come facevano gli Egiziani e i Persiani.
Nell'epoca tardo antica e nel medioevo i passanti salutavano scoprendosi il capo, questo per significare il mettersi sullo stesso piano del salutato eliminando ogni differenza sociale. Il copricapo infatti identificava la funzione sociale e l'appartenenza ad una categoria o corporazione.
Il saluto romano, più correttamente saluto fascista perché in realtà mai in uso ai tempi dell'antica Roma, è un gesto in cui il braccio destro è completamente esteso in avanti e alzato di circa 135 gradi rispetto all'asse verticale del corpo con il palmo della mano rivolto verso il basso e le dita unite.
Se in strada si incontrava un semplice conoscente, la formula in uso era "salve!", oppure "ave", cui poteva seguire il nome della persona. A un saluto del genere si rispondeva con "salve et tu", ossia "salute anche a te".