Come si scelgono gli elettrodi per saldare?

Domanda di: Enrico Rossi  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
Valutazione: 4.9/5 (48 voti)

Non serve giocare a “trova le differenze”: per sapere quale elettrodo usare basta imparare a leggere le sigle
  1. I primi due/tre numeri indicano la prestanza strutturale;
  2. Il numero seguente identifica la posizione di saldatura;
  3. L'ultimo numero rappresenta il rivestimento.

Quali sono gli elettrodi più facili da usare?

La buona notizia è che l'elettrodo rutile è di più facile innesco dunque può essere utilizzato per “puntare”, cioè eseguire una piccola saldatura iniziale per tenere fermi i pezzi da saldare per poi proseguire con la saldatura vera e propria.

Che differenza c'è tra elettrodi basici e Rutilici?

Come scelta, soprattutto tra basico e rutilico, in linea di massima si può dire che gli elettrodi rutilici sono facili da usare, si prestano bene alla saldatura di materiali sottili e lasciano un cordone di bell'aspetto, mentre hanno il difetto di produrre saldature meno resistenti.

Che tipo di elettrodi per saldare?

L'elettrodo rutilico (quello che utilizzo nel mio Videocorso di Saldatura per principianti) ed è il più comune anche perché consente di realizzare saldature abbastanza precise ed esteticamente gradevoli senza l'utilizzo di macchine particolarmente costose.

Come si classificano gli elettrodi?

In base al rivestimento la classificazione degli elettrodi per saldatura è la seguente: acido, basico, rutilo (ossidi di titanio) e cellulosico. La saldatura con elettrodo rivestito è il metodo più utilizzato anche per la grande varietà di elettrodi presenti in commercio.

Come scegliere gli Elettrodi per Saldare