Ci dobbiamo tenere il nostro ci azzecca, così come dovremo tenerci il nostro ci andiamo o il nostro ci orientiamo o il nostro ci uniamo, ci amiamo o qualsiasi altro diavolo di espressione dove ci sia seguito da parola che non cominci per i o per e.
La "ci" si usa seguita dalle preposizioni a, su, e in: "Credi a quello che ho detto?", "Sì, ci credo". Tuttavia la "ci" può essere anche una particella riflessiva, cioè riflettere un'azione abituale che “noi” facciamo con noi stessi, come: "Ci metto un'ora per andare a scuola" (è necessaria un'ora per andare a scuola).
Si tratta della terza persona singolare del verbo esserci unito alla particella ne: essercene. A volte questa espressione viene scritta in modo non corretto, ad esempio può essere confusa con ce ne (ce ne siamo andati) oppure con forme che non esistono e sono quindi scorrette come “ce né” o “c'è ne”.
Come avrete capito 'ci sta' significa 'va bene', 'può andar bene', 'è sufficiente', 'basta. 'Ci può stare' è simile ma aggiunge un grado di maggiore incertezza. Attenzione, però, perché esiste un secondo significato di 'starci', ovvero 'essere d'accordo a fare qualcosa', 'ci sto'.
Avverbio di luogo equivalente a ivi (in questo o in quel luogo, là, e per estens. in ciò, a ciò), usato con verbi di stato e di moto; equivale al più com.