Parliamo ora della seconda persona dell'imperativo del verbo dire: si scrive di, di' o dì? Si scrive di', con l'apostrofo, perché vale come troncamento di dici: ESEMPIO: Di', perché non sei venuto oggi?
«L'imperativo di dire nella seconda persona singolare vuole l'apostrofo e non l'accento: di'; “dicci” per me può significare solo “di' a noi”». «Dì = giorno/giorni (latinismo: “dies”); di' = imperativo di dire; dicci = di' a noi: forma corretta anche se non molto “bella” (come dacci, facci ecc.).
Di indica la preposizione semplice. Di' (con apostrofo) è la seconda persona singolare dell'imperativo del verbo dire, l'apostrofo segnala il troncamento della "-ci" di dici. Dì (con accento) è invece il sostantivo maschile derivato dal latino diem "giorno", usato soprattutto in ambito letterario e poetico.
L'imperativo è un modo verbale, adoperato solo in frasi principali, che – come dice lo stesso nome, dal lat. imperatīvus (modus) – serve per esprimere un ordine, un comando o una preghiera. In italiano l'imperativo ha solo il tempo presente e solo la II persona singolare e la II persona plurale.
In conseguenza al mantenimento di tale quadripartizione, i verbi dire e fare vengono posti tra i verbi irregolari della terza coniugazione (quella in -'ere), vista la loro derivazione da dicĕre e facĕre (e la già nota presenza, in italiano antico, dei verbi dicere e facere).