(o più che perfetto) Nella coniugazione verbale, il passato del perfetto, derivato dal tema di questo per mezzo delle desinenze secondarie e, dove esista, dell'aumento.
Come si traducono il perfetto e il piuccheperfetto?
L'indicativo piuccheperfetto in latino equivale al trapassato prossimo in italiano (“io avevo portato”) e si forma in due modi diversi a seconda che sia attivo o passivo: se è attivo, viene attaccato al tema del perfetto l'indicativo imperfetto del verbo sum (ad esempio, laudaveram è formato dal tema laudav e da eram)
A cosa corrisponde il piuccheperfetto in italiano?
In latino esso indica un'azione non solo passata, ma già compiuta anteriormente ad altra azione passata: fecerat rispetto a fecit. Esso corrisponde esattamente in questo caso al nostro trapassato prossimo: aveva fatto rispetto a fece.
Come si traduce il piuccheperfetto passivo in italiano?
Il tempo verbale latino del piuccheperfetto corrisponde al tempo del trapassato prossimo attivo (io avevo mangiato) e passivo (io ero stato mangiato) nella lingua italiana; anch'esso presenta una coniugazione regolare come il perfetto, ma bisogna sempre partire dal tema di quest'ultimo (che invece non è uguale per ...
Il congiuntivo piuccheperfetto attivo si forma dal tema del perfetto più le desinenze personali attive che sono sempre le stesse per tutte e quattro le coniugazioni. Il congiuntivo piuccheperfetto passivo si forma con il participio passato del verbo più le voci dell'imperfetto congiuntivo del verbo sum (essere).