Domanda di: Giorgio Martino | Ultimo aggiornamento: 11 dicembre 2023 Valutazione: 4.9/5
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Risposta. La parola altrettanto è composta da due elementi, altro e tanto, saldatisi tra loro a formare un unico aggettivo e pronome indefinito, attestato in italiano fin dal XIII secolo, anche con valore avverbiale.
Veniamo all'ultimo vizio o vezzo dei nostri “anni liquidi”, della nostra “lingua di plastica”: l'espressione e quant'altro usata in chiusura di frase col valore di “e così via, eccetera”.
agg. a. Al sing., riferito a cosa, così grande, in così gran quantità, e con sign. più determinati, così lungo, così ampio, così esteso, così forte, così intenso, ecc.: andate fuori a saltare, c'è t.
“Essere d'accordo” si riferisce alla condivisione della medesima opinione con qualcun altro. Di seguito alcuni esempi di utilizzo di questo termine: “Sono d'accordo con quello che hai detto”; “Mi trovo d'accordo con il pensiero di Luigi”. In questi casi, può essere sostituito dalla forma “essere di comune accordo”.
Togliamo subito il dubbio: la grafia corretta è d'accordo, con l'apostrofo. La parola deriva infatti dall'elisione della i in di+accordo, nell'incontro fra una preposizione e un sostantivo. La forma daccordo è pertanto da considerarsi sempre errata.