Domanda di: Lucrezia Ferrari | Ultimo aggiornamento: 21 agosto 2026 Valutazione: 4.7/5
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In italiano, le virgolette si scrivono principalmente in tre modi: basse (o caporali: « »), alte (o doppie: “ ”) o apici (’ '). Si usano a coppia (apertura e chiusura) per citazioni, discorsi diretti e titoli, posizionando il punto fermo generalmente dopo la chiusura, spesso preferendo le « ».
Per fare le virgolette usi le scorciatoie da tastiera (es. Alt + 0171 per « e Alt + 0187 per » su Windows), l'opzione "Simboli" in programmi come Word, oppure le virgolette predefinite dalla tastiera (es. "), se il tuo sistema le converte automaticamente, ma è preferibile usare quelle corrette per i dialoghi e le citazioni, come le caporali (« »).
Con le virgolette alte, la frase va chiusa con un segno di interpunzione. Il punto, di solito, va dentro. Gli altri segni di interpunzione, sempre fuori.
Nelle citazioni e con il discorso diretto, le virgolette più adoperate nell'uso comune sono quelle basse. Le virgolette alte vengono utilizzate soprattutto per segnalare l'uso particolare di una parola, mentre gli apici sottolineano in genere una singola espressione, o racchiudono una definizione.
Definizione. La virgoletta è un segno di ➔ punteggiatura usato sempre in coppia per contrassegnare una o più parole come una citazione, un discorso diretto o una traduzione, oppure per connotare un'espressione di uso speciale o traslato.