"Voglio" si scrive con la lettera "g" seguita da "l" e poi "i" (v-o-g-l-i-o). È la prima persona singolare del presente indicativo del verbo volere. Indica una forte volontà o intenzione, spesso percepita come perentoria, a differenza del condizionale "vorrei" che è più educato.
Più spesso, indica la volontà o la pretesa di agire sulla volontà altrui, con sign. affini a imporre, ordinare, esigere, o chiedere perentoriamente: voglio i soldi che mi devi; voglio una immediata risposta; voglio silenzio!; vogliamo fatti e non chiacchiere; sono io che lo voglio!
Volere è un verbo irregolare, transitivo. Nella forma attiva si coniuga con l'ausiliare avere; come verbo modale prende l'ausiliare del verbo che lo segue.
Il testo. Il bisogno di speranza, attraverso l'idea che i desideri adolescenziali siano realizzabili in un mondo comodo, forse comico, ma libero dai pressanti inviti e consigli a vivere in un modo, piuttosto che in un altro... il proprio.