Domanda di: Vania Romano | Ultimo aggiornamento: 11 giugno 2026 Valutazione: 5/5
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Il pronome "chi" è invariabile ma può avere valore sia singolare che plurale, riferendosi sempre a persone; grammaticalmente, però, l'accordo del verbo è solitamente al singolare ("Chi è arrivato?"), ma si fa al plurale se "chi" è nome del predicato di un soggetto plurale ("Chi sono costoro?"),.
Pron. relativo - indefinito. Chi funge da pron. relativo e insieme da indefinito quando significa «uno che, qualcuno che»: c'è chi dice; non trova chi gli faccia credito; non c'è chi gli possa tener testa; o «chiunque»: chi mi ama mi segua; può entrare chi vuole (con quest'ultimo sign.
Dunque, gli e li hanno funzioni ben diverse: gli ha funzione di oggetto indiretto maschile singolare (equivalente alla forma tonica 'a lui'), li ha quella di oggetto diretto maschile plurale (equivalente al pronome loro tonico).
Gentile amico, si possono adoperare indifferentemente: chi altro o chi altri, anche se quest'ultimo pronome è preferibile riservarlo al campo letterario. Secondo la mia esperienza, il pronome singolare "altri" si trova ancora con una certa frequenza in testi di un certo grado di formalità.
espressa dal verbo. 2ª plurale voi voi / vi vi 3ª plurale essi, loro esse, loro essi, loro, séli, ne, si esse, loro, séle, ne, si si, sé (loro) 54 ATTENZIONE! Il mio cane è un pechinese, il tuo è un bulldog. I PRONOMI POSSESSIVI indicano di chi è o a chi appartiene il nome di persona, animale o cosa che sostituiscono.