Domanda di: Sig. Isira De luca | Ultimo aggiornamento: 1 giugno 2026 Valutazione: 5/5
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Il congiuntivo imperfetto si usa nelle frasi subordinate per esprimere contemporaneità o posteriorità rispetto a una principale al passato (imperfetto, passato prossimo, remoto) o al condizionale (presente/passato). Indica dubbi, desideri, opinioni o stati d'animo. Esempi tipici: "Speravo che tu venissi" (passato) o "Vorrei che tu venissi" (condizionale).
Qual è la differenza tra il congiuntivo passato e l'imperfetto?
se vuoi esprimere un'azione avvenuta ancora prima nel passato rispetto al tempo passato della principale, devi usare il trapassato congiuntivo (anteriorità) se vuoi esprimere un'azione avvenuta nello stesso tempo passato, devi usare l'imperfetto congiuntivo (contemporaneità)
Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
RISPOSTA: Se assimiliamo la costruzione chi fosse a se qualcuno fosse, con riferimento al presente, la costruzione chi sia dovrebbe essere assimilata a se qualcuno sia, che non è prevista in italiano (e si sovrapporrebbe funzionalmente a se qualcuno fosse).
Avete detto che i verbi che esprimono un desiderio o una volontà, al condizionale, esigono l'uso del congiuntivo imperfetto. Quindi la frase corretta è: "vorrei che fosse/fosse stato Giovanni a venire con noi".