Il vocoder si usa inserendo il plugin su una traccia audio (modulatore, es. voce) e impostando un sintetizzatore come sorgente portante (carrier) tramite side-chain. La voce modula il synth, che suona le note MIDI, creando il classico effetto vocale robotico. Richiede due tracce: una per la voce, una per il MIDI/Synth.
Il vocoder funziona dividendo il segnale audio in diverse bande di frequenza e analizzando l'energia e lo spettro di ciascuna banda. Questa analisi viene quindi utilizzata per modulare un segnale di sintesi, solitamente un suono sintetico detto “carrier”, che viene poi restituito come uscita.
L'effetto vocoder consente di estrarre le caratteristiche di filtro della voce trasmessa dal microfono e di ricreare le formanti vocali utilizzando vari filtri passa banda. La voce "robotica" viene generata filtrando i suoni degli strumenti musicali (come quelli di un sintetizzatore).
Mentre la sintesi vocale crea suoni vocali completamente artificiali, i vocoder manipolano e fondono i toni vocali esistenti con suoni esterni, dando vita a paesaggi sonori unici che variano in modo distinto dalla voce originale.
Come usare l'autotune: il protagonista del Festival
Senza entrare in dettagli complicati, si tratta di un software, inserito nel programma di arrangiamento musicale del computer, che permette di manipolare il suono e quindi anche la voce.