Lettera G (gi): trascrive l'affricata postalveolare sonora (pronuncia [d͡ʒ], detta G dolce) se seguita da E oppure I, trascrive l'occlusiva velare sonora (pronuncia [ɡ], detta G dura) se seguita da A, O, U, consonante oppure in finale di parola.
Se sono seguite dalle vocali E, I, hanno un suono dolce. Esempi suono dolce: CE cena, GE gelo, CI cibo, GI giro, Nota bene: non esistono parole italiane con CHA, GHA, CHO, GHO, CHU, GHU. Il suono dolce è espresso sempre con CI, GI, CE, GE.
Come consonante affricata palatoalveolare tra le vocali, oppure preceduta dalla vocale e seguita da una semiconsonante, diventa sia tenue (agenzia), oppure rafforzata (leggere). Nella posizioni di grado medio il suono diventa come targa o mango.
In origine, il segno C rappresentava la consonante occlusiva velare sonora ‹ġ› come in greco il Γ, ma nello stesso tempo anche la sua correlativa sorda ‹k›; quando poi si vollero distinguere graficamente i due suoni, per quello sonoro s'introdusse una C lievemente modificata, che fu appunto la G.