Come si usano gli ausiliari?

Domanda di: Osvaldo Sanna  |  Ultimo aggiornamento: 8 dicembre 2023
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L'uso degli ausiliari coi verbi transitivi non pone problemi. Infatti, di regola, si usa avere nei tempi composti della diatesi attiva (ho amato, avevo amato, ecc.), mentre si usa essere nella diatesi passiva (sono amato, sono stato amato, ecc.).

Come si usano i verbi ausiliari?

Un verbo ausiliare (dal latino verbum auxiliare) è un verbo utilizzato in combinazione ad un altro per dare un particolare significato della forma verbale. Questo è evidente, in italiano, nella formazione di tempi composti come il passato prossimo o il trapassato prossimo: ho fatto. ero andato.

Quali sono i verbi ausiliari esempi?

Gli ausiliari per eccellenza sono avere ed essere (non sono gli unici: per esempio per alcune forme passive si usano come ausiliari anche i verbi venire, andare, rimanere ecc.).

A cosa servono gli ausiliari?

I verbi ausiliari (dal latino auxilium, -ii, “aiuto, sostegno”) proprio perché “aiutano” altri verbi nella loro declinazione; se essere ed avere sono i due verbi di servizio più importanti in italiano, anche i verbi dovere e stare possono essere usati con questa funzione.

Come si riconoscono gli ausiliari?

Come riconoscere l'ausiliare da usare nei tempi composti dei verbi servili? La regola è semplicissima: i verbi servili vogliono l'ausiliare del verbo che accompagnano. Se il verbo che accompagnano vuole l'ausiliare avere, il verbo servile si coniugherà con il verbo avere, viceversa si userà il verbo essere.

HA COMINCIATO o È COMINCIATO? | Gli ausiliari ESSERE e AVERE con il verbo COMINCIARE