Vivere in un castello medievale significava risiedere in un ambiente spesso freddo, umido e buio, progettato principalmente per la difesa piuttosto che per il comfort. La vita era regolata da rigide gerarchie, con la nobiltà nelle stanze superiori e la servitù o i contadini nelle aree comuni, scandita dai ritmi solari e da intense attività, inclusi i banchetti nella grande sala.
La vita all'interno di un castello medievale era complessa, regolata da rigide gerarchie, scandita da attività quotidiane, rituali e doveri ben precisi. Sebbene oggi i castelli evochino immagini romantiche, in realtà erano luoghi spesso freddi, bui e duri da vivere, soprattutto per chi non apparteneva alla nobiltà.
I posti di agiamento nei castelli e nelle piazzeforti, costituiti da un banchetto-sedile di pietra con un foro di evacuazione, vengono organizzati in “ritirata” (in luogo appartato) all'interno delle spesse muraglie, sia per comodità, sia per discrezione.
Nei castelli primitivi, XI e XII secolo, almeno in Francia e Gran Bretagna, si accende il fuoco sul pavimento ed il fumo esce da aperture nei muri corti.
Nel Medioevo le donne erano considerate creature da proteggere, private della libertà di pensiero e incapaci di compiere lavori da uomo perché troppo deboli; adatte soltanto a prendersi cura dei figli e della casa, costrette a stare tutti i giorni dentro quattro mura.