Domanda di: Monia Messina | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Gli impianti citofonici 'digitali' invece utilizzano un sistema molto più semplice poiché la trasmissione del segnale viaggia su un linguaggio BUS: un semplice cavo a due conduttori, senza polarità, permette infatti sia di alimentare i dispositivi che di condurre i segnali quali fonia, suono e immagine.
Il sistema 4+n fili si chiama così perché il numero di fili che servono per ogni citofono è 5, di cui 4 comuni. Pertanto se avrò 3 citofoni avrò bisogno di un cavo con almeno 4 + 3 fili perché 4 sono comuni a tutti mentre gli altri 3 servono 1 per ogni citofono.
Il principio di funzionamento del citofono è del tutto simile a quello del telefono, tranne per il fatto che non esiste un sistema di selezione. Nell'unità esterna è presente un microfono che trasduce le onde sonore della voce di chi parla in una corrispondente variazione di tensione (forza elettromotrice).
Il cavo coassiale, necessario a trasmettere il segnale video del videocitofono, è solitamente un cavo di modeste dimensioni per ridurre il diametro esterno del cavo complessivo. I tipi utilizzati sono l'RG 59 B/U ed il TV 75. Il numero e la sezione dei conduttori sono molto ampi e vanno da 0,35 mm2 a 1,50 mm2.
Nel primo caso, il sistema citofonico deve essere alimentato direttamente da una presa elettrica ordinaria (220V-50 Hz). Nel secondo caso è necessaria una installazione elettrica specifica. I tubi che conterranno cavi elettrici possono essere installati sotto traccia oppure a vista.