Domanda di: Santo Longo | Ultimo aggiornamento: 24 novembre 2023 Valutazione: 4.1/5
(55 voti)
Benché il contratto preliminare sia legalmente vincolante, nessun problema si pone quando le parti decidono di svincolarsi di comune accordo. In questo caso sarà sufficiente firmare un accordo, chiamato risoluzione consensuale, e sciogliere così il compromesso.
La parte adempiente deve comunicare la sua intenzione di recedere dal contratto tramite comunicazione scritta inviata alla parte inadempiente con raccomandata AR.
Cosa succede se dopo il compromesso di vendita l'acquirente si ritira?
Qualora il venditore o l'acquirente non dovessero rispettare il contratto preliminare di compravendita immobiliare (detto anche, compromesso), le soluzioni sono o svincolarsi dal contratto e chiedere il risarcimento danni o chiedere comunque il trasferimento coattivo della proprietà.
Quando un contratto preliminare di vendita si può rendere nullo?
Il codice civile si limita a stabilire, all'art. 1351, la nullità del contratto preliminare nel caso in cui non sia stato stipulato nella stessa forma che la legge prescrive per il contratto definitivo, con speculare previsione sotto il profilo probatorio ai sensi dell'art. 2725, secondo comma, del codice civile.
In questo caso sarà sufficiente firmare un accordo, chiamato risoluzione consensuale, e sciogliere così il compromesso. Ovviamente è obbligatoria la forma scritta e all'interno del documento dovranno essere ben esplicati tutti gli aspetti, come ad esempio gli accordi sulla restituzione o meno della caparra versata.