Trattare con una persona con disturbo borderline di personalità (DBP) richiede pazienza, confini chiari e comprensione, poiché spesso vivono emozioni intense e cicli relazionali instabili. È fondamentale informarsi sul disturbo, praticare l'ascolto attivo senza giudizio e incoraggiare la terapia (come la Dialectical Behavior Therapy (DBT)), mantenendo fermi i propri confini personali per evitare di farsi sopraffare.
Il borderline, per definizione, non tollera la noia e la demotivazione, così come le emozioni troppo intense, sia positive sia negative. Di conseguenza è a rischio di comportamenti autolesivi, fra i quali l'abuso di alcol e di sostanze stupefacenti. La messa in atto di azioni parasuicidare è altrettanto frequente.
Per farsi rispettare e far capire al partner come ci si sente, è importante: Stabilire confini chiari e coerenti – Definire ciò che è accettabile e ciò che non lo è, comunicandolo con fermezza ma senza aggressività. Ad esempio: “Quando alzi la voce, mi sento a disagio. Vorrei che ne parlassimo in modo più calmo.”
Chi è la persona preferita di una persona con disturbo borderline?
Nel contesto del disturbo borderline, l'espressione “persona preferita” si riferisce a un individuo che occupa un ruolo centrale nella vita di una persona con questo disturbo. Questa persona può essere vista come una fonte primaria di supporto emotivo, affetto o stabilità.
Il rifiuto o l'abbandono: le persone con DBP possono avere una paura intensa dell'abbandono e del rifiuto, e questi eventi possono ferirle profondamente. Possono reagire in modo eccessivo, cercando di evitare l'abbandono o il rifiuto o reagendo in modo aggressivo o autolesionistico.