La restrizione di crescita fetale si ha quando un feto non raggiunge il suo potenziale genetico di accrescimento per un qualunque motivo che può essere di origine genetica o placentare, dato da una gravidanza gemellare con condivisione della stessa placenta, o da uso di fumo o alcol da parte della madre.
Il motivo principale di solito è un mancato apporto di ossigeno e nutrienti tramite la placenta. In questi casi il problema è solitamente materno, ossia è presente una patologia della mamma che non consente alla placenta di trasferire sufficiente ossigeno al bambino (ad esempio pre-eclampsia o gestosi).
Lo strumento d'elezione per valutare la crescita fetale e capire se c'è qualcosa che non va è il cardiotocografo. Questo strumento registra il battito cardiaco fetale attraverso sensori posti sulla pancia della mamma ed è lo strumento con il quale si fa il classico “tracciato” quando la gravidanza giunge a termine.
Proteine: preziose per l'accrescimento fetale, sono presenti in carne (preferire carni bianche), pesce (soprattutto pesci di piccola taglia), uova, soia, latte parzialmente scremato e legumi (fonte indispensabile di proteine di origine vegetale).
Il ritardo di crescita intrauterino non è una patologia specifica, ma la manifestazione di numerosi possibili disordini materni o fetali, come le anomalie cromosomiche e le malformazioni congenite (responsabili di circa 20% dei casi), le malattie vascolari materne come ipertensione o disordini tromboembofilici (le ...