Domanda di: Dr. Irene Negri | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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Nel piano 2D un corpo può muoversi soltanto sull' asse X (destra sinistra) o sull' asse Y (su o giù). In 3D invece è possibile ed obbligatorio inserire anche l' asse Z, ovvero quello che permette all' oggetto di muoversi nella profondità della scena.
Un oggetto tridimensionale è, come dice la parola, definito su tre assi cartesiani X, Y e Z, ossia altezza, larghezza e profondità. La differenza tra 2D e 3D è molto semplice, un'immagine 2D è la fotografia di un oggetto, l'immagine 3D è l'oggetto stesso.
2D sta per due dimensioni, ossia bidimensionale. I personaggi, gli oggetti, si muovono in uno spazio a due dimensioni: altezza e larghezza. L'illusione del movimento viene poi generata montando i singoli disegni in sequenza.
Il proiettore proietta le immagini in sequenza, facendo sì che un fotogramma del film sia proiettato con la luce polarizzata verticalmente (e dunque viene recepito da un solo occhio) e l'altro fotogramma sia proiettato con la luce polarizzata in orizzontale (e venga così percepito solo dall'altro occhio ).
L'era vera e propria dei film stereoscopici ha inizio a fine Ottocento, quando l'inglese William Friese-Greene, un pioniere del cinema, deposita il brevetto di un sistema per film 3-D. Secondo questo sistema, due film vengono proiettati parallelamente sullo schermo.