Non si tratta di un taglio della tredicesima. Nel 2025, per molti colleghi, il lordo è persino più alto rispetto al 2024. La differenza è dovuta a ritenute fiscali più elevate, legate all'aumento del reddito imponibile e ai conguagli di fine anno, che concentrano a dicembre il riallineamento delle imposte dovute.
Il Bonus Tredicesima 2025 è un contributo una tantum di 100 euro introdotto dall'art. 2-bis del D.L. 113/2024, destinato a sostenere i lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi durante il periodo natalizio.
Nello specifico, il bonus spetta a chi ha una pensione compresa tra 7.844,20 euro e 7.999,14 euro annui e rispetta specifici limiti reddituali: reddito personale fino a 11.766,30 euro; reddito familiare, se coniugati, fino a 23.532,60 euro.
Da gennaio 2025 cambiano le regole del taglio del cuneo fiscale: sparisce l'esonero contributivo generalizzato del 6/7% (che ha favorito chi guadagnava fino a 35.000€) e viene introdotto un nuovo sistema con indennità esentasse (bonus) per redditi fino a 20.000€ e una detrazione fiscale che diminuisce gradualmente per redditi oltre i 20.000€ fino a 40.000€, causando potenziali perdite per chi aveva beneficiato dell'esonero precedente, mentre chi ha redditi più alti (oltre i 35.000€) potrebbe guadagnare di più. Confermati gli scaglioni IRPEF a 3 aliquote (23%, 35%, 43%) e alcune detrazioni.