Un freddo così non se lo immaginava nessuno, nemmeno Lord Kelvin, che attorno 1850 teorizzò lo zero assoluto (-273,15 °C) come temperatura più bassa raggiungibile da un corpo, quella cioè in cui le particelle che lo compongono sono al più basso livello possibile di energia.
Lo zero assoluto corrisponde a un'energia termica nulla, quella di atomi perfettamente immobili. Quindi, pensare di scendere al di sotto dello zero assoluto non ha senso, perché una volta raggiunta l'immobilità, gli atomi non possono fermarsi ulteriormente.
Lo zero assoluto non può essere raggiunto in base a tre leggi fisiche: Il teorema di Nernst, anche chiamato terzo principio della termodinamica, afferma che serve una quantità di energia infinita per raffreddare un corpo fino allo zero assoluto.
È il limite inferiore delle temperature, e viene scelto come zero nella scala termodinamica o assoluta delle temperature; di qui il nome. Com'è noto, la temperatura assoluta viene generalmente misurata in °K, ed è allora uguale, in un certo senso, alla temperatura centigrada aumentata di 273°,2.
Lo zero assoluto (0 K) è invece convertibile in -273,15° C. COSA ACCADE QUANDO SI RAGGIUNGE LO ZERO ASSOLUTO? La temperatura è data dall'energia scaturita dagli atomi in movimento. Quando si registra uno zero assoluto, significa che l'energia termica è assente e, pertanto, gli atomi sono immobili!