Prima del Big Bang, secondo le attuali teorie scientifiche, non c'era il "nulla" inteso come assenza totale, ma piuttosto un "vuoto quantistico" carico di energia e particelle elementari (quark, elettroni) in una "zuppa" bollente e densissima, da cui poi, attraverso un'espansione rapidissima, è nato il nostro universo circa 13,8 miliardi di anni fa, dando origine a spazio e tempo.
La teoria della relatività generale prevede che l'universo abbia avuto inizio con una singolarità gravitazionale, una condizione fisica ideale in cui tutto l'universo è contenuto in un punto (in senso matematico, cioè privo di dimensioni) caratterizzato da valori infiniti di temperatura e densità.
“Il punto centrale che abbiamo capito è che prima del Big Bang c'era il vuoto, il nulla. Ma non il “nulla” come lo intendiamo noi. In Fisica Teorica il vuoto nasconde delle proprietà speciali, in particolare nasconde una forma di energia che ha spinto l'universo in una fantastica, furiosa espansione.
L'ipotesi cosmologica attualmente più accreditata è che l'Universo sia nato da un'esplosione primordiale di un 'punto' di materia infinitamente densa, che prende il nome di big bang, letteralmente «grande bang».
Non c'è alcun bordo e nessun "al di là" dell'universo, sia esso aperto e infinito o chiuso e finito. Esistono molte geometrie semplici ed esotiche che non hanno bordi, ma sono chiuse. Ciò che abbiamo sono orizzonti. L'universo osservabile è l'orizzonte della luce osservabile passata.