Cosa comporta il cambio di destinazione d'uso?

Domanda di: Arturo Benedetti  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
Valutazione: 4.2/5 (57 voti)

Il cambio di destinazione d'uso comporta il cambio di categoria catastale dell'immobile. Si definisce cambio d'uso urbanisticamente rilevante quello che comporta il passaggio a una categoria diversa, anche senza opere edilizie.

Quanto mi costa il cambio di destinazione d'uso?

Costi di massima per un cambio di destinazione d'uso

Per la parcella del professionista che seguirà la pratica, vanno calcolati dai 300 ai 700 euro; per i diritti di segreteria da versare alle amministrazioni comunali occorre calcolare dagli 80 ai 350 euro, a seconda dell'autorizzazione richiesta.

Come funziona il cambio di destinazione d'uso?

L'espressione "cambio di destinazione d'uso" viene utilizzata da un punto di vista urbanistico e catastale per indicare una modifica delle finalità di utilizzo di un'unità immobiliare come potrebbe essere, ad esempio, il passaggio da ufficio ad abitazione e viceversa.

Quando non si può fare cambio di destinazione d'uso?

Possiamo dire, dunque, che non sempre è possibile fare questo cambio di destinazione d'uso: è importante fare una valutazione caso per caso. In generale, non si può cambiare destinazione d'uso se: Sussistono divieti espliciti indicati nel regolamento condominiale.

Chi deve pagare il cambio di destinazione d'uso?

Chi decide di cambiare la destinazione d'uso di un immobile, deve quindi pagare gli oneri di urbanizzazione, che rappresentano la differenza tra gli oneri dovuti per la nuova destinazione e quelli che si pagavano per la precedente.

Quando è possibile il cambio di destinazione uso?