Con un livello superiore è possibile proteggersi da futuri demansionamenti, nel caso l'azienda attraversi periodi difficili. Di solito, un aumento di livello comporta anche un aumento del salario, prima di procedere, però, è sempre meglio informarsi circa il modus operandi della realtà in cui si lavora.
Partiti gli aumenti di stipendi dal 1° gennaio 2023 per i lavoratori dipendenti. Gli incrementi, da 19,25 a 32,85 euro lordi mensili, interessano i lavoratori con redditi fino a 35.000 euro grazie alle misure per il taglio del cuneo fiscale attivate tra fine 2022 e inizio 2023.
L'aumento di stipendio è di norma più consistente per la busta paga rispetto allo scatto di livello. Tuttavia, a differenza di questa opzione è meno tutelato. L'aumento di livello comporta infatti un aumento economico ridotto, ma protegge da demansionamenti, vietato dalle norme sul lavoro in Italia.
Gli scatti di anzianità maturano al termine di ogni biennio o triennio cioè dopo due o tre anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro. Il numero degli scatti di anzianità può variare in base di situazione in situazione, ma in generale sono previsti da sette a dieci scatti in totale.
L'inquadramento contrattuale è proprio questo: la categoria e il livello con cui l'azienda ti assume. A quella categoria e livello corrisponderà una certa retribuzione minima, fissata dal CCNL di riferimento (CCNL industria, CCNL alimentare, CCNL commercio, ecc.).