Domanda di: Laura Donati | Ultimo aggiornamento: 1 luglio 2026 Valutazione: 4.7/5
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Un avvocato in Italia deve sostenere diverse spese professionali, contributi e tasse sul proprio reddito. Le principali voci includono l'IRPEF (o imposta sostitutiva in regime forfettario), l'IVA al 22%, il contributo integrativo alla Cassa Forense (4% su compensi e spese) e i contributi previdenziali soggettivi (CIPA). A questo si aggiungono le spese di gestione dello studio (affitto, utenze, software).
- Compenso per atto stragiudiziale: da 270 euro a 6.000 euro; - Compenso per amministrazione di sostegno: da 1.200 euro a 2.500 euro; - Assistenza a detenuti: da 200 euro a 400 euro.
Contributo unificato (tributo obbligatorio per le cause civili e amministrative) Marche da bollo. Diritti di cancelleria. Spese di notifica, copie, visure, ecc.
Rientrano tra le spese imponibili o anticipazioni: il contributo unificato per l'iscrizione a ruolo della causa; le marche da bollo per diritti di cancelleria e copie; le spese di notifica; le spese necessarie per effettuare visure camerali o catastali; i diritti di conservatoria; ecc.
La buona notizia è che, se vinci, il giudice può ordinare alla persona che ha perso di rimborsarti le spese legali, inclusa la parcella del tuo avvocato. In questo modo, potresti recuperare i soldi che hai speso. Purtroppo, però, a volte la persona che perde la causa non ha i soldi per pagare.